Il Signore viene: (1 Corinzi 16:22)
   
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Perdonato

Jesse Laguna

Benché fosse un ex-Marine aveva comunque tanto da imparare sull'amore di Dio.
Avevo solo quattro anni quando mia madre morì. Ero troppo giovane per capire il significato della morte ma capii che c'era qualcosa che non andava. La mia infanzia è stata infelice. Per quanto mi sforzassi non riuscivo mai ad accontentare mio padre. Praticamente non si occupava di me. All'età di 9 anni lasciai casa e andai ad abitare a casa di amici fino a quando non fui sballottato da una casa di genitori adottivi all'altra.
Per tre anni vissi in un convitto. Lì incontrai un ragazzo altissimo che giocava a basket. Iniziammo a parlare e quando gli dissi il mio nome mi guardò sorpreso e poi mi disse che eravamo cugini. «Tua madre e mio padre erano fratello e sorella» mi assicurò. Non riuscivo a crederci. Non avevo mai conosciuto la famiglia di mia madre e non sapevo di avere zie, cugine e cugini materni. Mio cugino mi portò a casa sua per farmi conoscere il resto della famiglia. La casa ben presto si riempì di altri parenti che volevano incontrarmi. Parlando venni a sapere che mia madre era morta in seguito alle botte di mio padre.
Fui dimesso dall'istituto per ragazzi e andai a vivere con mio zio. Saltuariamente andavo a casa di mio padre per incontrare mio fratello e mia sorella minori. Una volta mentre mi stavo avvicinando a casa vidi mio padre afferrare mio fratello e sbatterlo contro il muro. Cercai di fermarlo ma lui mi colpì con un bastone.
La rabbia contro mio padre crebbe a dismisura. Sull'isola di Guam mio padre era una persona conosciuta e rispettata, e nessuno al di fuori della famiglia sapeva come si comportasse a casa. Non volevo dipendere da nessuno e per pagarmi sia la scuola che i vestiti lavoravo.
Dopo il diploma m'iscrissi all'aeronautica nazionale per poter lasciare l'isola. Due anni dopo fui arruolato nei Marines, e dopo qualche tempo presi i gradi di sergente.
Mi sposai ed ebbi tre figli. Il mio lavoro mi portava spesso lontano da casa e fu difficile tenere in vita il matrimonio anche perché non avevo un carattere facile. Divorziammo e mi sentii ferito e vuoto. Ero di nuovo senza una famiglia e completamente solo.
Non ero realizzato
Nonostante la mia carriera nei Marines, non mi sentivo realizzato. Non m'interessava più niente e decisi che la vita non valeva la pena di essere vissuta. Un giorno presi la pistola che avevo in dotazione e andai sulla spiaggia per togliermi la vita.
Raggiunsi uno scoglio e mi sedetti con la pistola accanto. Ripensai a tutta la mia misera vita. Ero seduto lì già da un pezzo quando un ufficiale di polizia mi si avvicinò. Aveva capito che stavo contemplando il suicidio e aveva nuotato fin lì per raggiungermi. Alzai la pistola e gli dissi di allontanarsi.
Il poliziotto retrocesse. Subito dopo arrivò dalla base militare il mio colonnello il quale mi ordinò di mettere giù la pistola. Mi rifiutai. Arrivò mio padre. Quando lo vidi avvicinarsi, misi la pistola in bocca e premetti il grilletto. Ci fu uno scoppio e caddi dallo scoglio.
Fui soccorso e tirato fuori dall'acqua. Ero vivo! Esaminarono la pistola e videro che la pallottola si era fermata a metà della canna.
Mio padre vedendo quello che era successo, si allontanò.
Fui dimesso dai Marines. Ora veramente non avevo più niente. Non avevo un lavoro, non avevo una famiglia e odiavo mio padre. La mia vita era un completo fallimento.
Il Dr. Speranza
Tentai di nuovo il suicidio e al pronto soccorso dell'ospedale dove mi portarono conobbi il Dr. Nozaki. Le infermiere lo avevano informato che avevo tentato il suicidio. «È un caso disperato» gli dissero. «Un giorno o l'altro riuscirà a uccidersi».
«No», disse il Dr. Nozaki «Non dite questo. Noi lo salveremo».
Il Dr. Nozaki mi operò e mi risvegliai in una stanza dell'ospedale. Mi guardi attorno e vidi sul comodino una Bibbia. La allontanai e cercai di riaddormentarmi. Al risveglio, vidi un'altra Bibbia sul comodino. Nascosi anche quella. Quando lasciai l'ospedale sei giorni dopo, il numero delle Bibbie che avevo accantonato era salito a sei. Prima di dimettermi il Dr. Nozaki mi pregò di leggerle ma gli dissi che non m'interessavano.
«Leggi almeno l'evangelo di Giovanni» mi disse. Per non deluderlo incominciai a leggerlo. Non so perché ma uscendo dall'ospedale portai a casa le sei Bibbie. Lessi tutto Giovanni. Riconobbi che era interessante.
Il Dr. Nozaki non si scordò di me. Mi telefonava ogni giorno, venne a trovarmi e si assicurò che avessi cibo e vestiti. Mi chiesi perché qualcuno s'interessava tanto a me quando nemmeno la mia famiglia lo faceva.
Capii che il Dr. Nozaki aveva un sincero interesse per il prossimo e con il tempo imparai a fidarmi di lui. Presi da lui studi biblici e la mia vita cambiò. M'invitò in chiesa dove scoprii che Gesù mi amava. Ci volle un po' di tempo ma alla fine mi arresi. Un giorno ritornai vicino al luogo dove avevo cercato di togliermi la vita e ringraziai Dio per avermela salvata. Continuai gli studi biblici e mi battezzai.
La pace
Mi sentivo ancora solo ma ormai sapevo che almeno Dio era accanto a me, e per la prima volta nella mia vita trovai la pace.
Decisi di passare più tempo con le mie figlie e quando il Dr. Nozaki mi consigliò di riavvicinarmi alla mia ex moglie gli promisi di fare un tentativo. Vedendo quanto fossi cambiato, mia moglie accettò di riprovare e ci risposammo a casa del Dr. Nozaki. Ero al settimo cielo. Avevo di nuovo una famiglia.
Le cose non si sistemarono subito ma il mio cammino con Dio era iniziato. Avevo bisogno di un lavoro e accettai anche di giocare a softball di sabato. Per un certo periodo non andai in chiesa ma poi capii che Dio per me era più importante del softball. Dio mi aiutò e dopo qualche tempo mi fu chiesto di allenare la squadra di softball della clinica avventista.
La mia vita stava riprendendo quota ma c'era ancora qualcosa che mancava. Non mi ero mai riconciliato con mio padre. Il Dr. Nozaki mi spinse a farlo prima che fosse troppo tardi. Fu difficile ma mi riconciliai con lui poco prima della sua morte. Al suo funerale fui capace di testimoniare e di dire che la mia fede in Dio aveva salvato il rapporto con il mio padre terreno. So per certo che se Dio ha salvato me, può salvare chiunque.

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